Privacy e Autovelox? No problem, con il nuovo Autovelox® 106

Spesso mi sono chiesto come nascano i termini che così spesso ricorrono da un certo momento della nostra vita in poi, ad opera della carta stampata e dei media in genere. Uno di questi è “Globalizzazione”.

Mi è così familiare, che non saprei dire quando è nato. Così mi sono messo a cercare in quel mare magnum che si chiama web (a proposito di termini frequenti) e ho scoperto l’arcano: Theodore Levitt, economista e professore americano, è ampiamente accreditato per aver coniato o quantomeno diffuso il termine attraverso un articolo intitolato “Globalization of markets”, apparso nel numero di maggio-giugno 1983 della Harvard Business Review, la più prestigiosa rivista di economia e management del mondo.

Un giorno, il professor Levitt scrisse: “Così come l’energia è la base della vita stessa, e le idee la fonte dell’innovazione, così l’innovazione è la scintilla vitale di tutti i cambiamenti, i miglioramenti e il progresso umano.

Sarà stato per questo che, all’alba di un bel giorno, dalla mente di Roberto Sodi, è nata un’idea balzana: un sistema di piccoli specchi che permetta di utilizzare una sola macchina fotografica al servizio dei nostri Autovelox 106 bidirezionali. Per dirla con Groucho Marx, la felicità è fatta di piccole cose: un piccolo yacht, una piccola villa, una piccola fortuna. Una piccola idea, ma tanto grande da essere brevettata.

Così, rilevando i veicoli in ambedue i sensi di marcia, si ottiene un bell’effetto: solo foto posteriori. E voi mi direte: cui prodest? I vantaggi sono giusto un paio:
1- si eliminano alla base tutti i problemi di potenziale violazione della privacy degli occupanti del veicolo;
2- si immortalano ben bene tutti i motocicli dalla parte che, guarda caso, interessa di più gli organi di polizia stradale, quella della targa.

Sembra l’uovo di Colombo, e invece è un freddo strumento fatto di circuiti elettronici e un’anima invisibile (sennò che anima sarebbe?) chiamata software, che però è l’arma più affilata ed efficiente oggi disponibile per contrastare l’eccesso di velocità sulle strade, cioè la seconda causa di incidenti dopo la distrazione alla guida.

A mio parere, il “progresso umano” del professor Levitt, certamente si sostanzia anche in un incremento della sicurezza stradale, cui la nostra opera idealmente tende. Non siete d’accordo?

Se vi interessa sapere qualcosa di più sull’Autovelox 106, andate alla pagina prodotto del sito.